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Sull'area ex Baracche il Tribunale di Ancona dà ragione al Comune di Camerano

CAEMERANO - Lo scorso anno, dopo il parere favorevole della Direzione Centrale Gestione Patrimonio dello Stato dell’Agenzia del demanio, è stato siglato l’atto con il quale si trasferisce a titolo non oneroso al Comune di Camerano la piena ed assoluta proprietà del compendio immobiliare dell’area demaniale sita in Via Osimana, conosciuta dai Cameranesi come la zona delle “Ex baracche”. Nei fatti ad oggi tale bene rientra nel patrimonio disponibile del Comune. Il tutto è stato possibile grazie D.L. 69/2013 «Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia» che ha definito le modalità per il trasferimento dei beni demaniali e al D.Lgs 85/2010 «Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’art. 19 

Lo scorso anno, dopo il parere favorevole della Direzione Centrale Gestione Patrimonio dello Stato dell’Agenzia del demanio, è stato siglato l’atto con il quale si trasferisce a titolo non oneroso al Comune di Camerano la piena ed assoluta proprietà del compendio immobiliare dell’area demaniale sita in Via Osimana, conosciuta dai Cameranesi come la zona delle “Ex baracche”.Nei fatti ad oggi tale bene rientra nel patrimonio disponibile del Comune.Il tutto è stato possibile grazie D.L. 69/2013 «Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia» che ha definito le modalità per il trasferimento dei beni demaniali e al D.Lgs 85/2010 «Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’art. 19 della L. 42/2009» che ha stabilito le procedure e i criteri per l’acquisizione di beni immobili demaniali trasferibili, siti nel territorio degli Enti Locali.
Nell’area diversi decenni fa erano state posizionate, a seguito di decreto del Prefetto di Ancona del 18/12/1976, dei ricoveri provvisori per le famiglie rimaste senza tetto a causa degli eventi sismici dell'anno 1972.Da molti anni il bene risultava in completo stato d’abbandono in quanto l’ex ente proprietario (demanio) non aveva mai effettuato alcun tipo di manutenzione e pulizia, e le proposte di riqualificazione e acquisizione da parte del Comune di Camerano non avevano mai avuto seguito a causa del contenzioso fatto sorgere dallo stesso demanio che dopo oltre 30 anni di assoluto disinteresse sul bene aveva preteso una cartella di pagamento per occupazione senza titolo per diverse migliaia di euro, occupazione dovuta come tutti sanno alla realizzazione di un campo da calcetto pubblico e all'installazione di panchine e di una fontanella.  
Fortunatamente tale contenzioso ha avuto un primo riscontro a favore del Comune di Camerano.Il Tribunale ordinario di Ancona infatti ha dichiarato l’insussistenza e l'infondatezza del credito in quanto l'area non è stata mai sottratta all'uso cui era stata destinata né all'effettivo potere del legittimo pubblico proprietario che mai ne ha rivendicato una possibilità di uso diversa. Nessuna richiesta di restituzione, o di pagamento risulta mia intervenuta prima del 2010 a conferma del totale disinteresse del Demanio.A conferma di ciò l'area è stata, infine, ceduta proprio al Comune di Camerano cristallizzando lo stato di fatto consolidatosi con la sua gestione pluriennale.Il paradosso di tutta questa storia è che l'Ente che avrebbe dovuto mantenere l'area ha provato a sanzionare l’Ente che invece in tanti anni con senso di responsabilità ha continuato ad effettuare una gestione periodica del verde e ha provato a dare un minimo di decenza agli spazi rimasti abbandonati. Lasciamo immaginare ai cittadini la situazione di igiene e sicurezza che ci sarebbe stata dopo oltre 30 anni di totale assenza di manutenzione!    
In questi mesi si sta già discutendo sulla futura destinazione d’uso di tutta l’unità immobiliare ed entro l'anno si dovrebbe redigere un primo progetto per l’attuazione di un “polo per la sicurezza” che comprende la realizzazione di stabili per le forze dell'ordine, per la croce gialla e per la protezione civile.Il progetto mira ha dare, finalmente, maggior decoro ma soprattutto una reale utilità di tutta l’area.