Astea notizie
i-benefici-del-sale-Logo
Marchio-Rebel-Sound-Italy

La voglia di fare impresa non sente la crisi

E intanto la CNA presenta il prestito d'onore. Grande la partecipazione

OSIMO – Una lenta ma continua ripresa economica per la zona di Osimo. Sembra essere questo il trend degli ultimi mesi. Piccole imprese chiedono di aprire, alcune hanno già tirato su le saracinesche nella cittadina, altre sono pronte allo start up. 

 

Una lenta ma continua ripresa economica per la zona di Osimo. Sembra essere questo il trend degli ultimi mesi. Piccole imprese chiedono di aprire, alcune hanno già tirato su le saracinesche nella cittadina, altre sono pronte allo start up. Segni confortanti che arrivano sia dall’osservazione di quanto accade in città, sia dalla partecipazione alle varie iniziative che le associazioni di categoria hanno messo in campo in questi mesi. Con l’inizio del 2014 si avverte un vento che cambia, una maggiore fiducia e anche intraprendenza imprenditoriale. Da qualche mese a Osimo è sorta qualche  nuova attività commerciale, la chiamata al prestito d’onore della Cna Castelfidardo ha ottenuto un successo inaspettato. “Siamo di fronte ad un fenomeno complesso, che probabilmente si è sviluppato anche per la crisi attuale – ha commentato Andrea Cantori, responsabile sindacale della CNA di Zona Sud di Ancona – Il prestito d’onore ha lo scopo di agevolare le piccole start up di impresa, neo – imprenditori che necessitano di piccoli prestiti per avviare attività di commercio o artigianato. Molti dei partecipanti vengono perché si rendono conto che la strada della piccola impresa può rappresentare una chance per avere un lavoro redditizio, ma soprattutto che soddisfi le proprie aspettative anche in termini di realizzazione personale”.  La partecipazione attiva alla riunione che si è tenuta qualche giorno fa nella sede dell’associazione ha fatto registrare un interesse concreto di 26 iscritti. “Ad oggi possiamo dire che questa è una delle misure più interessati ed efficaci che abbiamo – continua Cantori – In un periodo in cui si parla tanti di fondi europei e di come vengono spesi e soprattutto non spesi, ritengo che questo sia un caso di eccellenza da replicare e proporre come buona prassi. La nostra speranza come associazione di categoria – conclude Cantori – è che tale misura possa diventare strutturale perché permetta di continuare una tradizione di piccola impresa che ha radici profonde nella nostra regione”.