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LEGUMINARIA/Convivium e CeramicaAppignano, l'anima più antica del paese

Consapevoli che Appignano annovera nel suo territorio un’antica tradizione nell’arte della lavorazione delle terrecotte, attività le cui origini risalgono al lontano 1557 e che per diversi anni  era noto come il Centro della Ceramica. Ma che il vento del progresso, con l’introduzione della plastica e dell’acciaio ha spazzato via “pigne e pignatte” di terracotta. Per questo e non solo,  la magia di un 

 

 

 

 

Consapevoli che Appignano annovera nel suo territorio un’antica tradizione nell’arte della lavorazione delle terrecotte, attività le cui origini risalgono al lontano 1557 e che per diversi anni  era noto come il Centro della Ceramica. Ma che il vento del progresso, con l’introduzione della plastica e dell’acciaio ha spazzato via “pigne e pignatte” di terracotta. Per questo e non solo,  la magia di un pezzo d’argilla che plasmata diventa terracotta ha conosciuto tempi bui. Una politica poco protezionista dell’artigianato ceramico, la flebile sensibilità culturale, l’industrializzazione nel secondo dopo-guerra hanno disperso bruscamente quell’antica arte che non è riuscita, anche, per un ricambio generazionale, a sperimentare tecniche innovative ed espressioni tipicamente artistiche. L’Amministrazione comunale, nell’ambito delle azioni intese alla valorizzazione della ceramica locale, ha voluto promuovere il primo concorso ceramico nazionale denominato “CeramicAppignano”  nel  il tentativo di incentivare la ricerca tramite il rinnovamento di forme e modi espressivi nell’ambito della produzione ceramica, individuando soluzioni che sappiano felicemente coniugare passato e presente tramite una “rilettura delle tradizioni ceramiche”.  Per questo abbiamo voluto che artisti selezionati da diverse regioni italiane si fossero cimentati nell’interpretare il tema del convivio attraverso forme, materiali e colori innovativi. Nel tentativo di offrire  uno scambio circolare di idee, tecniche e forme che senza dubbio vanno ad alimentare il consolidato e per certi aspetti variegato panorama della ceramica locale. 

Il Sindaco Osvaldo Messi 

Convivium ci rimanda all’idea del simposio dell’incontro. Questo è il tema scelto per il concorso “CeramicAppignano” e che ha ispirato diversi i ceramisti di tutta Italia nel realizzare le proprie opere, dove Terra, forma e colore sono stati sapientemente impiegati per interpretare ed evocare il piacere di stare insieme.  Forme tradizionali ed inedite, incontri e fusioni di tecniche, fanno di ciascun opera un esemplare unico e prezioso con interpretazioni suggestive ed evocative.  Modellare la “terra” in tutte le sue più svariate tipologie che lega stili e tendenze in un comune linguaggio espressivo dove non esistono contrapposizioni, e limiti di tempo, che lega le generazioni come un “continuum” di manualità e progettualità che arriva da lontano senza interruzioni. Le novità tecniche ed estetiche delle quali tutti gli artisti qui rappresentati hanno arricchito la scultura ceramica sono di grande rilievo e testimoniano nell'attualità la vitalità di una tradizione antichissima.  Per queste ragione vorrei dedicare questa prima edizione del concorso ceramico ai nostri artisti ceramisti del luogo, che dopo tanti anni di pausa, stanno cercando di dare continuità con le loro peculiarità espressive ad una antica arte, che nel nostro piccolo paese ha conosciuto tempi migliori.  Tra le memorie di un passato glorioso sono ancora vivide. E come non ricordare, con orgoglio e grande riconoscimento i grandi “Maestri Vasai” del passato come Giuseppe Testa, Giovanni Ferri detto “Sittì” e Luciano Bozzi.  

L’Assessore alla cultura Vittoria Trotta 

 

Presentazione del catalogo della Mostra Convivium redatte dal Sindaco Osvaldo Messi e dall’Assessore Vittoria Trotta.