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Laura Giannini, medico odontoiatra e donna "I miei consigli ai giovani"

Oggi abbiamo il piacere di ospitare su queste pagine una donna e una professionista, riferimento per i giovani odontoiatri, anche se le sue parole ed esperienze di vita potrebbero essere una guida per chiunque.
Dottoressa, come mai e quando ha scelto di diventare un medico chirurgo odontoiatra?
La domanda mi porta proprio agli inizi quando facevo l’assistente volontaria al Centro Immaturi dell’ Ospedale S. Orsola di Bologna, il reparto era pieno di neonati ovviamente con problemi molto importanti e mattina dopo mattina l’angoscia di così tanto dolore in quell’area specifica dell’ ospedale cresceva. Ero una giovane donna meno che trentenne che vedeva quotidianamente cose della vita strettamente connesse al dolore profondo che segnava negativamente il mio animo giorno dopo giorno.


Sapevo però che la vita era anche sorriso, gioia, felicità e allegria ma, immersa quotidianamente in quella situazione così dilaniante facevo fatica ad apprezzare ciò che di bello la vita mi concedeva, come ad ognuno di noi.
Un giorno mio fratello mi chiede di accompagnarlo dal dentista e lì ho incontrato un mio carissimo amico e collega d’ università che collaborava in questo studio odontoiatrico e, da buoni amici, iniziammo a raccontarci a vicenda le nostre esperienze professionali. Mi parlò della sua come di qualcosa assolutamente gratificante e mi ricordo una frase ben precisa che mi disse “Pensa che bello questo lavoro, tu fai sorridere la gente”.
Il concetto di fare una professione medica che riportasse il sorriso alle persone mi ha talmente entusiasmato che di colpo decisi di mollare il percorso di Specializzazione in Neonatologia che avevo intrapreso.
Come succede nella vita è bastata una frase per far scoccare la scintilla che poi mi ha portato qui oggi.
Ha avuto dei “mentori” nel percorso che stava appena iniziando ad intraprendere?
I punti di riferimento li trovi strada facendo e il primo in assoluto è stato un grande professionista senigalliese oramai in pensione che mi ha consentito di vedere ogni aspetto della professione sia la parte medica, che quella organizzativa, la preparazione tecnica indispensabile ma soprattutto due valori assoluti, l’ etica e l’entusiasmo.
Ovviamente il “mentore” ti suona delle corde ma poi è l’individuo che decide di lasciarle suonare e ascoltarle oppure di rimanere sordo.
Abbiamo la fortuna di parlare con Lei delle sue esperienze vissute (non parliamo di filosofia), quali punti salienti devono essere rispettati per raggiungere un risultato professionale? Diamo un consiglio ai giovani che stanno per diplomarsi alla scuola media superiore.
Per prima cosa si deve avere l’ entusiasmo per quello che si fa, non scendere a compromessi quando si è ragazzi. Hai una passione, hai un talento e hai il desiderio di portarlo avanti, inizia il percorso e con tenacia portalo avanti senza dar troppo retta a chi cerca di portarti su strade diametralmente opposte. Se hai l’ entusiasmo è perché senti la spinta dall’interno che ti porta a voler fare determinate scelte e quindi fidati di questo senza mai mollare però. La passione e l’entusiasmo ti fanno vincere i momenti no.
Immediatamente dopo viene la preparazione. Una preparazione solida alle spalle che parte dalle scuole elementari e prosegue per tutto il percorso di formazione. Questo mi ha portato a fare corsi di perfezionamento in ortodonzia negli U.S.A, corsi di Medicina del Sonno e tutt’ora corsi per continuare a tenermi costantemente aggiornata.
Tra il supporto della sua famiglia, quello dei “mentori” e la sua determinazione individuale, quale è stato il fattore predominante per il raggiungimento degli scopi finali?
Negli anni 60 mi sono iscritta al liceo scientifico ed era una classe composta da 8 ragazze e 24 ragazzi, quindi già da questo possiamo capire molto, però dall’altra parte ho avuto la fortuna di essere stata educata dalla famiglia e stimolata come “individuo” non come una donna, abituata a vedere le cose in maniera ottimistica fattori che mi hanno comunque sempre spinta a provare. Mi hanno abituato all’indipendenza responsabile.
Con i miei mentori ho ancora un rapporto meraviglioso. La mia determinazione non è cambiata di un millimetro.
Dopo tutto il percorso di formazione arriva la laurea in medicina, poi?
A quel tempo il medico chirurgo era autorizzato a fare, nella branca di appartenenza, praticamente tutto senza il bisogno di una specializzazione (laurea che poi ho conseguito con il massimo dei voti), quindi ho cominciato a fare sia il medico che il dentista.
Mi ricordo che molti colleghi di corso dopo l’esame di stato erano rimasti a Bologna a festeggiare, mentre io sono tornata subito ad Ancona per iscrivermi immediatamente all’Ordine dei Medici e questo tempismo mi ha permesso di essere inserita, prima degli altri colleghi, come Guardia Medica. Nel frattempo mi stavo organizzando per aprire il mio primo studio odontoiatrico perché volevo fare il dentista. Pensa che le prime volte che in guardia medica i pazienti chiedevano del dottore, quando arrivavo io non ci credevano perché si aspettavano di vedere arrivare un uomo, pensavano che fossi l’infermiera o l’assistente. Oltre a questo continuavo a frequentare sia uno studio dentistico privato e in contemporanea anche il semestre di volontariato nel reparto di Odontostomatologia dell’ Ospedale S. Salvatore di Pesaro.
Quando ha inaugurato il suo primo studio odontoiatrico?
Me lo ricordo ancora bene, il 23 Gennaio 1982.
Ero da sola ed avevo due stanzette però in compenso mia madre aveva tappezzato con delle targhe di cartone tutte le farmacie di Senigallia per far sapere che avevo aperto lo studio. Il mio mentore è stato sempre presente, anche in questo momento così importante. Mi ha dato consigli ed indicazioni su tutto compreso quello di andare a seguire una formazione teorico pratica di ortodonzia a Bologna presso uno dei centri specializzati più importanti.
Ho iniziato da sola a lavorare in questo modo perché ogni mattina quando mi sveglio e mi guardo allo specchio voglio sempre riconoscermi.
C’è anche da dire, come se già non bastasse quanto detto finora, che insieme allo studio in realtà mi sono anche sposata con il mio attuale marito Marcello Mainardi, anche lui medico.
Quanto è stato importante il matrimonio all’interno del percorso professionale?
Con il matrimonio per prima cosa ho finalmente trovato una persona che prima di tutto mi considerava paritetica e poi una persona su cui potevo contare per tutto. Mio marito faceva un altro lavoro e quando la sera ci ritrovavamo finalmente potevo parlare, confrontarmi, avere un punto di vista diverso da poter ascoltare. Un uomo che ho sempre stimato tantissimo.
Mio marito con la sua cultura classica ed io con la mia scientifica praticamente la pianta ed il sapofita che a seconda delle situazioni si scambiavano di posto.

La struttura col passare degli anni cresce e acquisisce una sua posizione importante e poi, che accade?
Succede che a volte la vita fa qualche scherzetto che non ti aspetti, per cui abbiamo iniziato a capire che tutti gli sforzi, gli investimenti e quanto ottenuto in cambio sarebbe potuto crollare nel momento in cui uno di noi due si fosse “dovuto assentare”, quindi abbiamo deciso di non tenere la struttura legata all’individuo ma l’abbiamo “appoggiata” su più persone in modo che gli accadimenti del destino non avrebbero messo a rischio tutto il lavoro di una vita.
Oltre a questo abbiamo inserito un altro obiettivo vale a dire la creazione di un contenitore che avesse un valore etico, medico ed anche economico di maggior rilievo rispetto a ciò che due persone possono riuscire a creare da sole.
Nasce nel 2004 l’attuale Villa Sorriso Centro Odontoiatrico – Poliambulatorio Specialistico Medico e Chirurgico
Lei ha ricevuto tanto dai suoi mentori e so per certo che allo stesso modo sta dando molto ai giovani odontoiatri, è corretta l’informazione che ho ricevuto?
Si, è corretta. Credo sia doveroso, ed anche un piacere, far conoscere, divulgare e mettere a disposizione dei giovani il proprio sapere e le proprie esperienze.
Uno dei primi giovani odontoiatri che mi hanno preso come riferimento è tutt’ ora all’interno della struttura in qualità di Socio ed è uno di quei punti fermi su cui la struttura attualmente è ben consolidata, altri dopo il periodo formativo con noi hanno poi aperto il loro studio odontoiatrico, e altri ancora sono proprio adesso qui con noi che collaborano.
La struttura non è composta solo da medici ma anche dal personale assistenti alla poltrona e in giro si dice che chi impara il lavoro dalla Dott.ssa Giannini poi è preparato per chiunque altro, come interpreta questa voce?
Io credo che le persone con cui collabori, con cui lavori dal mattino a sera, con cui passi gran parte della giornata debbano essere coscienti e preparate allo stesso livello del medico. Devono sentire il lavoro con la stessa dose di entusiasmo, etica e livello di professionalità in modo che il risultato finale sia di livello consono alle esigenze dei pazienti e della qualità richiesta dalla struttura nonché dai protocolli vigenti.
Quanto conta per lei il sorriso di una persona?
Come dicevamo prima per me è stato il motivo da cui ho iniziato tutto ed ancora oggi sto e stiamo continuando a fare. Anche nel sociale cerchiamo per quanto riusciamo di regalare sorrisi, mettendoci a disposizione per i giovani. Ad esempio, con un Club Internazionale abbiamo creato delle borse di studio per gli studenti più meritevoli delle terze medie. Abbiamo anche iniziato proprio in queste settimane la collaborazione con una scuola calcio di Senigallia che ci ha chiesto intervenire su alcuni aspetti educativi dei giovani. Vorrei anche sollecitare i giovani ad una maggiore fedeltà e rispetto verso i principi di base di una società sana anche se hanno un marea di esempi negativi.

Dott.ssa la ringraziamo di essere stata nostra ospite su queste pagine e soprattutto di aver messo a disposizione dei giovani e non solo, la sua esperienza di vita.
Una donna e professionista medico che ancora oggi è fedele ai suoi principi di sempre.
Una professionista affermata che divulga ogni giorno con lavoro, passione, entusiasmo, etica, tenacia e curiosità, una infinità di sorrisi!
Cristiano Casoni
Rebel Sound Italy
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