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Consiglio comunale in seduta congiunta, i sindaci dicono no alla chiusura del Punto Nascita

OSIMO – Era stato annunciato già la settimana scorsa ma senza ancora definire una data precisa. Il consiglio comunale a Osimo sarebbe stato convocato d’urgenza. Ora la data c’è, domani alle 21. 30 al Teatro La Fenice. Consiglio in seduta congiunta con i consigli di Offagna, Castelfidardo e Camerano con un solo punto all’ordine del giorno, la questione mantenimento dei reparti di ostetricia e ginecologia dell’ospedale san Benvenuto e Rocco, l’inserimento nell’ospedale di rete, potenziamento e mantenimento dei servizi nel nuovo ospedale di rete.  Il segnale istituzionale è forte. 

Era stato annunciato già la settimana scorsa ma senza ancora definire una data precisa. Il consiglio comunale a Osimo sarebbe stato convocato d’urgenza. Ora la data c’è, domani alle 21. 30 al Teatro La Fenice. Consiglio in seduta congiunta con i consigli di Offagna, Castelfidardo e Camerano con un solo punto all’ordine del giorno, la questione mantenimento dei reparti di ostetricia e ginecologia dell’ospedale san Benvenuto e Rocco, l’inserimento nell’ospedale di rete, potenziamento e mantenimento dei servizi nel nuovo ospedale di rete.  Il segnale istituzionale è forte. Non si tratta più di chiedere e insistere, di mantenere una posizione e difenderla, la seduta congiunta va al di là delle semplici intenzioni e acquista una valenza diversa, ben più imperiosa. I sindaci dei quattro Comuni in questo modo intendono segnare il punto e affermare con determinazione il proprio no a una scelta, quella dello smantellamento dei due reparti, che sembra non solo inopportuna ma anche sciagurata. Un servizio che i cittadini vogliono, che i rappresentanti istituzionali difendono,  del quale un territorio così vasto necessità.  Una iniziatica ufficiale che senza dubbio segna una svolta dopo le proteste spontanee, le petizioni online e le raccolte di firme partite dal basso, direttamente da cittadini o da gruppi politici. La svolta sta nel fare fronte comune, forse con anche qualche deliberazione a fine consiglio, l’obiettivo è che la Regione non ne possa tenere conto.