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Ente Parco Conero: stato di crisi. La Regione intervenga presto

L'Ente non sarà in grado di adempiere alle normali attività che gli competono e, dato che si parla tanto di crisi, non sarà in grado di pagare gli stipendi al personale, a otto dipendenti, compreso il direttore

CONERO - Si informa che da agosto l’ Ente Parco del Conero non sarà in grado di adempiere alle normali attività che gli competono e, dato che si parla tanto di crisi, non sarà in grado di pagare gli stipendi al personale, a otto dipendenti, compreso il direttore (un dipendente è già in mobilità). Questa è la situazione che si paventa se continuerà lo stallo economico in cui verte l’ Ente, dovuta alla mancanza di fondi che la Regione Marche si è impegnata a colmare, ma, di fatto non è successo, per lo meno ad oggi. Ed il tempo stringe.

 

Si informa che da agosto l’ Ente Parco del Conero non sarà in grado di adempiere alle normali attività che gli competono e, dato che si parla tanto di crisi, non sarà in grado di pagare gli stipendi al personale, a otto dipendenti, compreso il direttore (un dipendente è già in mobilità). Questa è la situazione che si paventa se continuerà lo stallo economico in cui verte l’ Ente, dovuta alla mancanza di fondi che la Regione Marche si è impegnata a colmare, ma, di fatto non è successo, per lo meno ad oggi. Ed il tempo stringe. Ieri a questo proposito si è tenuto un incontro alla Casa delle Culture di Ancona, a cui hanno partecipato: Lanfranco Giacchetti (Presidente), Gilberto Stacchiotti (Vicepresidente), Marco Zannini (Direttore), Filippo Invernizzi (Resp. alla cultura) per l’ Ente Parco del Conero; Francesca Pulcini-Legambiente Marche, Fabio Barigelletti-Pungitopo, Marco Mancinelli-WWF Ancona, Fausto Fiorini-Italia Nostra, Alberto Dubini-Comitato Mare Libero, Andrea Fantini-Comitato Mezzavalle, Valerio Cuccaroni-Casa  delle Culture, Riccardo Picciafuoco-Coordinamento Forum Paesaggio Marche, Renato Giacomucci-CAI. Gli ambientalisti sono dalla parte del Parco, d’accordo nel rafforzare la rete e nel concepire l’ area protetta non come un bene della Regione Marche, ma come un bene comune, in grado di aumentare la qualità della vita dei residenti, di essere volano economico, agricolo, turistico ed occupazionale e, quindi, da salvare e preservare. Le associazioni annunciano che si faranno promotrici di azioni verso la Regione Marche, affinchè l’intera rete delle aree protette possa essere messa nelle condizioni di una  buona operatività. Come si è arrivati a questo punto? Il Consiglio Regionale ha approvato tagli insopportabili al bilancio dei Parchi, salvo intervenire postumo con un voto che impegnava la Giunta a rimediare in fase di assestamento. Di seguito, l’assessore Malaspina trova 300.000 euro aggiuntivi da destinare ai Parchi e la IV Commissione precisa che potrebbero salire a 500.000, la cifra necessaria per coprire il bilancio del sistema Parchi. Tutti si sono quindi espressi a favore delle aree protette continuando a promuoverle in varie vetrine: dalla CETS in Comunità Europea, alla BIT di Milano, al prossimo PSR e perfino alla già famosa macroregione Adriatico-Ionica. Ma, in realtà, dietro a tutto questo, è iniziata la lenta agonia del Parco del Conero, di un sistema sempre più soffocato da promesse, scadenze, impegni ancora da rispettare: i fondi promessi ad aprile,  l’assestamento di bilancio anticipato a giugno. Nemmeno la ripartizione per singolo Parco delle risorse già messe a bilancio 2014. Nulla! Di conseguenza per un intero semestre il Parco del Conero ha vivacchiato col meccanismo dell’esercizio provvisorio, senza poter investire, limitando le manutenzioni, tagliando sui servizi in attesa di risposte da quella Regione Marche che sembra dimenticarsi dei suoi “figli naturali”, in quanto l’ Ente Parco è un Ente strumentale della Regione Marche e le decisioni anche in merito alle assunzioni sono state prese d’ accordo con la Regione stessa. Così l’ Ente Parco si trova costretto a a fare poco niente, impossibilitato anche a sistemare la rete dei sentieri. Intanto inoltre le aree protette sono tornate sotto attacco dai nemici di sempre, indeboliti al cuore da  un personale abbandonato a se stesso. Il taglio del 40% dei finanziamenti sui fondi correnti rispetto al 2013 è dunque causa della paralisi delle attività istituzionali del Parco, nonché della prossima chiusura degli enti gestori poiché incapaci, con le risorse a disposizione, di approvare il bilancio di previsione per l’anno in corso.