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Astea per l’ambiente Non solo Muse Grids, ecco i risultati degli impianti di energia rinnovabile del Gruppo

OSIMO– Dal 2015 il Gruppo Astea ha una specifica Area Ricerca e Sviluppo a supporto degli impianti di produzione di energia rinnovabile. L’impegno per l’economia verde e la tutela dell’ambiente è frutto di un gruppo di lavoro guidato dagli ingegneri Danilo Salvi e Matteo Lorenzetti. Lo scopo è sviluppare soluzioni innovative legate al risparmio e all’efficienza 

energetica, partecipando anche a progetti regionali, nazionali ed europei che hanno consentito di testare soluzioni innovative. Da qui nasce “Muse Grids”, il progetto di ricerca finanziato da Horizon 2020 che mira a fornire soluzioni per trasformare aree debolmente connesse, prendendo come città campione Osimo per l’Italia e Oud Heverlee in Belgio. Il progetto punta a creare sinergie tra diversi sistemi energetici e ad incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini con più obiettivi: massimizzare l’indipendenza energetica, migliorarne l’efficienza, ridurre i costi di gestione e garantire un approvvigionamento energetico accessibile. Osimo e la città belga saranno i siti dimostrativi reali sui quali poi verranno replicati risultati in siti virtuali scelti in India, Israele e Spagna. L’altro progetto in corso è “Interrface”, che vuole progettare e sfruttare la piattaforma IEGSA, acronimo che sta per Interoperable pan-European Grid Services Architecture (Architettura dei servizi di rete paneuropea interoperabile). La piattaforma IEGSA funge da interfaccia tra il sistema elettrico e i clienti e consente di utilizzare e produrre servizi comuni.

Ma l’impegno di Astea nello sviluppo di fonti rinnovabili parte da lontano: dal 2009 infatti si contano 7 impianti fotovoltaici con una potenza complessiva di 346 kWp che consente una produzione annuale di 455 MWh, pari al consumo energetico di circa 200 appartamenti. Gli impianti fotovoltaici di Astea si trovano nella sede di Chiarino a Recanati, del Guazzatore a Osimo, a Porto Recanati e poi nelle stazioni di ripompaggio di Osimo, Padiglione e Campocavallo e infine sulla centrale di cogenerazione di Osimo. I sette impianti nel solo 2019 hanno consentito di evitare di immettere in ambiente 140 tonnellate di CO2.

Nel settore idroelettrico va segnalata la centrale di Sambucheto realizzata nel 1902 e che sfrutta l’acqua del fiume Potenza la quale, convogliata verso una turbina, produce energia elettrica. La deviazione dal fiume si sviluppa per due chilometri e mezzo, con la centrale che in quest’area sviluppa una potenza di 447 kW. Astea, che garantisce il deflusso minimo vitale del Potenza, riesce così a produrre ogni anno energia elettrica per 1760 MWh, risparmiando all’ambiente 542 ton/a di anidride carbonica. Una seconda centrale idroelettrica, seppur di potenza minore (110 kWp) si trova a Padiglione e sfrutta la pressione in esubero dell’acqua proveniente dalla diga di Castreccioni per produrre annualmente energia elettrica per 513 MWh, in gran parte auto-consumata dall’impianto di pompaggio per il sollevamento dell’acqua potabile. L’ambiente anche qui evita di avere altre 158 tonnellate annue di CO2.

Infine, c’è la centrale di cogenerazione in funzione a Osimo dal 1991 e che consente la produzione simultanea di elettricità e calore. La prima viene ceduta al Gestore dei Servizi Energetici, la seconda sfruttata per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria dei clienti collegati alla rete di teleriscaldamento. Dal 2013 la centrale è stata oggetto di rinnovamento con una cabina di riduzione dedicata all’alimentazione della centrale, la sostituzione della turbina a gas con motore cogenerativo a combustione interna, l’installazione di una caldaia di integrazione da 4,2 MW e con rendimento pari al 95%. Ma gli interventi di efficientamento hanno riguardato anche un sistema di recupero del calore di scarto che servirà ad alimentare la pompa di calore acqua-acqua (installata nel 2019) integrando così la produzione di energia termica destinata alla rete di teleriscaldamento. Questi interventi hanno permesso un aumento del rendimento dell’impianto di cogenerazione e un minor consumo di gas a parità di energia prodotta, che annualmente è di 20mila MWh per quanto riguarda quella termica e 6mila per quanto concerne quella elettrica. In generale il cogeneratore di Osimo consente di evitare la produzione di 422 ton/a di anidride carbonica.