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Priorità Alla Scuola, oggi altro presidio

ANCONA - Il Comitato marchigiano "Priorità alla Scuola" insieme ai comitati di altre regioni d'Italia si mobilita per chiedere il rientro a scuola in presenza e in sicurezza anche negli istituti superiori. Giovedì 7 gennaio 2021, ore 12, si terrà un nuovo presidio statico di fronte a Palazzo Raffaello, sede della Regione Marche, per chiedere al presidente Francesco Acquaroli di revocare l'ordinanza con chi ha disposto la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio.
Priorità alla Scuola" - Comitato Marche
Segue il testo ufficiale del Comunicato stampa nazionale sulle manifestazioni di oggi 7 gennaio:

 

“E ancora e ancora e ancora. Il governo e le Regioni richiudono le scuole prima di averle riaperte e PAS continua la mobilitazione
Dal 7 al 10 gennaio, altre manifestazioni, proteste, presidi, lezioni in presenza in 19 città italiane

Il Comitato Priorità alla Scuola esprime di nuovo la sua indignazione per il trattamento riservato a una istituzione della repubblica, calpestata e svuotata, e a un diritto fondamentale inscritto nella costituzione e nelle carte internazionali, sospeso da quasi un anno. Eravamo preparati: inutile contare sulle promesse di un governo che, del resto, aveva cominciato a rimangiarsele prima ancora di Natale. Gli striscioni lasciati davanti alle scuole il 23 dicembre parlavano chiaro e noi le promesse le manteniamo: ci rivediamo il 7 gennaio, continua la nostra mobilitazione permanente.

Il disprezzo che le istituzioni hanno verso il mondo della scuola si manifesta anche con il tempismo nell’annunciare le proroghe della chiusura: sempre poche ore prima della agognata riapertura, rendendo così inutile il lavoro svolto in ciascun istituto, vane le attese di insegnanti, personale ATA, studenti-esse e famiglie. Dall’estate la scuola è stata prostrata da richieste di adeguamento continue e contraddittorie, in spregio a ogni vitale programmazione, sia sul piano strettamente organizzativo che su quello pedagogico. Così facendo questo governo ha minato quotidianamente la residua credibilità della scuola pubblica, già mortificata da decenni di tagli ai finanziamenti e di marginalizzazione nell’agenda politica.

Basta con la retorica della scuola che non ha chiuso: le scuole sono aperte quando allievi-e e insegnanti ci sono dentro insieme, altrimenti sono chiuse e basta. La scuola aperta è quella che insegnanti e studenti-esse di PAS hanno fatto in strada a partire da novembre.

Non intendiamo accettare in silenzio la dissoluzione del secondo anno scolastico di fila, né che la proroga della chiusura stia diventando scontata e “naturale”. Non intendiamo accettare il deserto sociale che questa classe dirigente sta apparecchiando per il nostro immediato futuro. La notizia di oggi è che, malgrado tutto, Priorità alla Scuola non rinuncia a farsi sentire.

Le scelte del governo e degli amministratori locali sono fatte, al solito, sulla pelle dei e delle minori, ignorando deliberatamente quanto sempre più voci autorevoli denunciano, ogni giorno: la dispersione e l’abbandono scolastico sono in aumento; si registra un incremento esponenziale di disagio psicologico e psichiatrico dei giovani, legato inequivocabilmente alla persistente chiusura delle scuole. È evidente che la scuola ha una funzione di presidio della salute mentale individuale e sociale; aspettiamo che, di fronte alla crescita del numero dei suicidi e dei tentativi di suicidio, delle manifestazioni di sintomatologie gravi (disturbi del pensiero, deliri e allucinazioni), si annunci la Psicologia a Distanza.

Ripetiamo, sulla base degli studi scientifici più accreditati, che la scuola non è un luogo prioritario di contagio e la chiusura delle scuole – a meno che non sia accompagnata da un lockdown totale – è una misura che non ha nessuna efficacia per il contenimento della pandemia. I danni cognitivi, psico-fisici e socio-economici provocati dal protrarsi della didattica a distanza sono gravi e ormai rischiano di essere irreparabili.

La nostra battaglia continua: per aprire la scuola, per tenerla aperta e per migliorarla, sapendo che finché resterà chiusa e in DAD non sarà messo alcun freno alla deriva, non ci sarà nessun miglioramento, non sarà investito un euro.

La scuola deve essere aperta, e per questo chiediamo:

- uno screening completo della comunità scolastica (docenti, ATA, studenti) affinché la scuola possa riaprire in sicurezza;

- che il personale scolastico ad alto rischio sia considerato prioritario nella fase 1 dell’agenda vaccinale.

La scuola chiusa da quasi un anno deve ripartire dall’accoglienza e dal recupero: si tenga conto di quanto studenti e studentesse hanno passato in questi mesi. Per questo chiediamo:

- che le scuole riaperte non diventino un “verifichicio”, sprecando il tempo in presenza solo a uso di compiti e valutazioni; il tempo in presenza sia il tempo di ricostruire i rapporti;

- che vengano annullate le prove INVALSI di quest’anno”.

Le manifestazioni in coordinamento con gli altri comitati dislocati sul territorio nazionale prevedono analoghe iniziative di attenzione e protesta in diverse città del centro nord.