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La storia di Pippi che ha camminato 13 giorni per tornare nella sua vecchia casa

La gattina ' "approdata" nel giardino del grande pianista osimano Gianluca Luisi

OSIMO – Raccontiamo oggi una storia che fa sorridere e illumina il cuore, la storia di una gattina che torna nella sua vecchia abitazione percorrendo tanti e tanti chilometri.
Pippi non ha gradito il trasferimento della sua famiglia e, percorsi chilometri e chilometri, è tornata alla sua vecchia casa.

 

E’ accaduto a Osimo e dimostra ancora una volta come gli animali possano sorprenderci e dimostrare doti, qualità e sensibilità che noi umani nemmeno ci sogniamo di avere.
Questa la storia: sui gruppi facebook di Osimo appare l’appello: si è smarrita una gattina, si chiama Pippi, è dolce e intelligente.
Ma la gattina non si trova.

Il suo padrone Angelo e la sua famiglia si sono trasferiti circa tre settimane fa in altro comune, in altra città.
Insieme a mobili e suppellettili Angelo porta con sé anche la gattina.
Pippi, snusata la nuova aria ha deciso che le piaceva e si è ingegnata per tornare nella sua vecchia casa.
Ben tredici giorni di cammino, tra sole, vento, pioggia e caldo pur di arrivare.

Avrà certamente affrontato rischi e pericoli, primo fra tutti quelle strane scatole di metallo che sfrecciano sulle strade, così pericolose per gli animali, e la sete, grande nemica, e la fame. Si sarà nutrita di animaletti e radici, avrà fatto appello al suo primordiale istinto di cacciatrice felina.
Dopo quasi tre settimane è arrivata nel giardino del grande concertista osimano Gianluca Luisi, Angelo, infatti, è un suo parente e abitava proprio di fronte alla casa del musicista.

“Non credevamo ai nostri occhi – commenta Luisi – ha percorso un tragitto così lungo, come avrà fatto a ritrovare la strada?”.
Forse l’avranno guidata gli odori, o forse si è lasciata guidare dall’istinto, chissà.
Fatto certo è che “Appena arrivata nel nostro giardino – racconta ancora il musicista – mio figlio Pietro l’ha rifocillata di cibo e acqua, e lei ha passato tutto il pomeriggio a mangiare”. E lo crediamo bene!

Ecco una storia che non parla di politica, né di economia, ma di cuore e tenerezza, di animali e natura. Di come basterebbe poco per sorridere se solo il cuore di tutti si aprisse un po’.