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Giornata contro la violenza sulle donne, Orlandi (Associazione Progetto Osimo Futura): «Sensibilizzare la comunità»

OSIMO - Il presidente dell’Associazione Progetto Osimo Futura fa un’interessante riflessione sulla violenza di genere ed invita a mettere in moto un processo di cambiamento radicale di educazione che parta già nei primi anni di vita, nella famiglia, nella scuola, nella società.

 

«Sensibilizzare la nostra comunità contro la violenza di genere». È l’appello di Progetto Osimo Futura in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza del 25 novembre istituita dalle Nazioni Unite nel 1999. «Occorre prendere atto che c’è un problema di fondo, ovvero una concezione maschilista della società che ha sempre voluto mettere la donna in secondo piano, in ogni luogo e in ogni forma- dichiara Giuseppe Orlandi, presidente Associazione Progetto Osimo Futura-. E questa concezione, solo parzialmente scalfita dalle conquiste che le donne hanno realizzato, con enorme fatica, nell’ultimo secolo, è ancora ben lontana dall’essere estirpata. Diventa quindi estremamente importante sensibilizzare la nostra comunità nei confronti di un tema di grande rilevanza che condiziona e spesso incancrenisce il rapporto uomo - donna in ogni ambito della vita quotidiana». Il presidente Orlandi fa una profonda riflessione sulla violenza di genere che, come noto, può manifestarsi in modo subdolo o ferocemente evidente. «La violenza di genere rappresenta ancor oggi un fardello che, spesso a dispetto delle buone intenzioni, l’uomo non ha mai voluto veramente risolvere.

Quando diciamo che la violenza di genere è un problema maschile intendiamo proprio questo: è soprattutto l’uomo a dover comprendere e a dover farsi carico, insieme alla donna, di intraprendere tutte quelle politiche atte a modificare, nel genere maschile tutti i comportamenti, gli atteggiamenti e le azioni verso l’universo femminile». Secondo il Presidente dell’Associazione Progetto Osimo Futura, l’analisi di ciò che succede nei rapporti uomo – donna nel corso della vita mostra situazioni critiche che si sviluppano già a partire dai primi anni di vita e proseguono poi con la scuola dell’obbligo, l’adolescenza, il posto di lavoro, la famiglia, la società. «Le donne che vengono uccise e massacrate da compagni, amici, mariti, ecc. sono solo la punta di un iceberg che sotto nasconde ogni tipo di violenza e discriminazione di genere- conclude Orlandi-. Serve mettere in moto un processo di cambiamento radicale di educazione che parta già nei primi anni di vita, nella famiglia, nella scuola, nella società. Che sappia percorrere e modificare tutti quegli atteggiamenti e comportamenti errati che impediscono la parità di genere e una convivenza felice tra donna e uomo».