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Liste Civiche attaccano l'amministrazione osimana sull'emergenza maltempo "Mancata la linea di comando"

OSIMO - L’emergenza che si è verificata ieri con la bomba d’acqua abbattutasi sul territorio osimano ha messo nuovamente in luce come in città non ci sia una vera linea di comando da parte del sindaco Pugnaloni che tra l’altro è il massimo responsabile della protezione civile. Senza un vero coordinamento la macchina dei soccorsi si è mossa a macchia di leopardo lasciando, involontariamente, diverse situazioni irrisolte. L’amministrazione comunale non si è premurata di avvisare la cittadinanza dell’allerta meteo lanciata dalla Protezione Civile regionale, come invece accadeva in passato. Sul sito istituzionale non è stata pubblicata alcun tipo di informazione su strade chiuse, transitabilità, situazione nelle varie vie e frazioni osimane. 

L’emergenza che si è verificata ieri con la bomba d’acqua abbattutasi sul territorio osimano ha messo nuovamente in luce come in città non ci sia una vera linea di comando da parte del sindaco Pugnaloni che tra l’altro è il massimo responsabile della protezione civile. Senza un vero coordinamento la macchina dei soccorsi si è mossa a macchia di leopardo lasciando, involontariamente, diverse situazioni irrisolte. L’amministrazione comunale non si è premurata di avvisare la cittadinanza dell’allerta meteo lanciata dalla Protezione Civile regionale, come invece accadeva in passato. Sul sito istituzionale non è stata pubblicata alcun tipo di informazione su strade chiuse, transitabilità, situazione nelle varie vie e frazioni osimane. L’ultima notizia è il passaggio del Giro d’Italia ad Osimo Stazione avvenuto qualche giorno fa. Non ci si è premurati neppure di attivare una macchina con altoparlante per avvisare la popolazione; ormai l’informazione istituzionale corre solo su Facebook con tutti i limiti che questo strumento comporta. Il sindaco Pugnaloni ancora oggi non ha la consapevolezza di cosa sia successo veramente, è in balia dei tecnici e volontari che sono stati costretti a suggerirgli il da farsi. Non sono tanto lontani i tempi in cui l’ex sindaco Simoncini si precipitò in piena notte a Passatempo per coordinare gli interventi facendo allestire persino una mensa provvisoria per rifocillare i cittadini che erano stati costretti ad uscire dalle loro case completamente allagate. Quando il vertice è assente, nonostante tutta la buona volontà degli agenti della Polizia Municipale, Vigili del Fuoco e Protezione Civile, è praticamente impossibile che non ci siano falle nella gestione dell’emergenza. Poca informazione e soprattutto poche capacità, due mancanze gravi su cui il primo cittadino dovrebbe rispondere.Allo stesso tempo ci chiediamo come mai non si sia provveduto prima alla pulizia dei fossi. A Campocavallo ad esempio era stato realizzato un grosso intervento di regimazione idraulica per mettere in sicurezza il territorio, ma se poi non ci si premura a fare la minima manutenzione ordinaria, l’intervento è servito a poco. Il primo cittadino ha sempre risposto che la pulizia dei fossi sarebbe partita una volta approvato il bilancio, ma allora perché non è stato fatto prima visto che Osimo rispetto ad altri comuni è in pesante ritardo? Ormai si amministra soltanto per fare selfie e si rimanda tutto a tempi migliori, come ad esempio la scuola di Casenuove per cui si sono sprecati 80 mila euro di progettazioneche forse avrebbero fatto comodo proprio per preservare il territorio, ma si sa che il leitmotive del sindaco è che se una cosa l’ha fatta le civiche deve essere cancellata immediatamente senza pensare alla bontà o meno del progetto. Questo modo di governare non va a danno del nostro movimento, ma della nostra città. Le divisioni politiche ci sono, ma non devono pregiudicare la gestione della macchina amministrativa che dovrebbe muoversi secondo una precisa linea di indirizzo che purtroppo manca da quasi un anno o meglio non è mai esistita. Quanto accaduto ieri e le difficoltà in cui si sono imbattuti tanti nostri concittadini ci invitano a riproporre l’idea del consorzio di bonifica pubblico-privato lanciata in tempi non sospetti da Dino Latini. Una proposta che non dovrebbe essere cassata per motivi politici, ma sostenuta, soprattutto perché aiuterebbe ad attenuare l’entità degli allagamenti dovuti alle bombe d’acqua. Il tempo sta purtroppo cambiando, occorre quindi non farsi trovare nuovamente impreparati, perché gli studiosi prevedono che in futuro sempre più spesso ci saranno precipitazioni intense concentrate in brevi archi temporali. Il coordinamento  Simonetta Antonelli Donatella Baleani Roberto Biondini