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Una ripresa economica solo per pochi. L’analisi in tre punti

CASTELFIDARDO – Una ripresa per poche imprese, strutturate, che hanno le capacità finanziarie e le risorse umane adeguate ad affrontare i difficili mercati globali. Una crisi che ancora attanaglia le piccole imprese, in particolare quelle micro. Una governance che sembra non adeguata alle sfide moderne e imprenditori che non riescono a fare sistema. E’ questo il difficile quadro emerso dalla presidenza congiunta CNA – CAM che ha visto ospiti il fondatore della Somacis Attilio Scalmati e il prof. Andrea Gatto dell’Università di Modena.

Il dibattito è stato aperto da Andrea Cantori, segretario della CNA Zona Sud di Ancona che ha analizzato i dati della Banca d’Italia dai quali emerge una ripresa dei fatturati e dell’occupazione in particolare nelle grandi imprese, mentre continua la crisi per le PMI, soprattutto per le micro. Nei primi 9 mesi dell’anno, secondo il rapporto della Banca d’Italia, la natimortalità delle imprese marchigiane registra un valore negativo pari a –1162 imprese (-0,8%). I settori più colpiti sono commercio (-2,0%), manifatturiero (-1,5%) e impianti (-1,3%). In pratica la Banca d’Italia certifica che questa ripresa è “per pochissimi e sicuramente non per i piccoli”.
Il prof. Andrea Gatto ha individuato alcune problematiche che stanno plasmando il nostro tessuto industriale locale. In particolare Gatto indica:
1. l’incapacità di fare sistema da parte delle imprese della bassa valle del Musone. Siamo probabilmente di fronte a imprenditori che non riescono a collaborare tra di loro e che, a causa della lunga competizione, non si fidano reciprocamente;
2. le imprese del territorio non comunicano con i centri di ricerca. Gatto cita il fatto che gli unici macchinari destinati all’istituto tecnico di Castelfidardo sono stati donati da un’azienda francese. Questo porta ad un impoverimento delle strutture scolastiche e di ricerca in particolare nella zona di Castelfidardo e Osimo;
3. i fondi di finanziamento sono spesso utilizzati in maniera impropria e non per la ricerca, ma per lo più per accaparrare risorse, non per fare vera ricerca.
Secondo Attilio Scalmati la flessione del settore commerciale è irreversibile: grazie ad internet infatti gli acquisti oggi possono essere eseguiti comodamente da casa, a costi più bassi e con consegna al proprio domicilio. Per quanto riguarda invece il manifatturiero secondo l’imprenditore in questo momento le piccole imprese hanno bisogno di innovazione per sopravvivere e per poter fare ciò bisogna trovare le risorse anche attraverso capitali propri. L’imprenditore ideale, sempre secondo Scalmati, è colui che crea l’azienda per poi venderla, per tale ragione non bisogna allarmarsi di fronte alle cessioni d’azienda, l’importante è che l’azienda continui ad operare e mantenga i suoi effettivi.
“Le classi dirigenti di questa zona devono fare un esame di coscienza – ha detto Andrea Cantori, segretario della CNA di Zona – ed impegnarsi affinché le scuole ricevano il sostegno necessario, dobbiamo cercare di far sì che le politiche di finanziamento provenienti dalla Regione siano più mirate e destinate a veri progetti di ricerca ed innovazione, dobbiamo cercare di sensibilizzare ancora di più gli imprenditori sulle reti o su altre tipologie di collaborazione. In particolare dobbiamo spingere ancora di più sulla necessità dei comuni di zona di creare i presupposti per una forte sinergia su tematiche quali servizi pubblici e trasporti”.

 

Cna Zona Sud