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Il Corbezzolo, un gioiello del Conero

Foglie verde brillante, fiori bianchi sembrano piccole campanelle, frutti rosso intenso.Queste le caratteristiche che fanno divenire quest’arbusto simbolo dell’Unità d’Italia sin dal XX Secolo . A buon diritto dal Risorgimento in avanti, questa specie rappresenta simbolicamente l’Italia, il corbezzolo è considerato il simbolo dell’Unità del Paese, grazie alla sua caratteristica di mostrare nel periodo autunnale sullo stesso ramo  foglie verdi, fiori bianchi e frutti rossi, come la bandiera italiana. E poi per la particolarità della pianta di fiorire e fruttificare all’inizio dell’inverno 

Foglie verde brillante, fiori bianchi sembrano piccole campanelle, frutti rosso intenso.Queste le caratteristiche che fanno divenire quest’arbusto simbolo dell’Unità d’Italia sin dal XX Secolo .A buon diritto dal Risorgimento in avanti, questa specie rappresenta simbolicamente l’Italia, il corbezzolo è considerato il simbolo dell’Unità del Paese, grazie alla sua caratteristica di mostrare nel periodo autunnale sullo stesso ramo  foglie verdi, fiori bianchi e frutti rossi, come la bandiera italiana. E poi per la particolarità della pianta di fiorire e fruttificare all’inizio dell’inverno ha convinto gli antichi a vederne il compimento del ciclo della Natura, intesa come divinità tanto da eleggerlo albero sacro di Carna, sorella di Apollo. La statua della dea, rappresentata con un ramoscello di corbezzolo in mano, veniva posta di fronte alla porta di casa per impedire l’ingresso agli spiriti maligni. È anche augurio di immortalità: una ghirlanda sempreverde di corbezzolo fu il giaciglio funebre di Panante, compagno di Enea. Il corbezzolo (Arbutus unedo) è dunque pianta di grande fascino e interesse di cui le nostre terre sono ricche.I frutti sono amati per il loro caratteristico sapore acidulo, ma anche popolari e affascinanti per la loro bellezza che  accostata al fogliame sempre verde e al caratteristico tronco rossiccio rende l’Arbustus Unedo ( Corbezzolo) distinguibile nei boschi e nei giardini.Il momento in cui la pianta è vegetativa è l’autunno, dunque anche nella tintura e nell’estrazione del colore sarà in autunno che questa pianta darà il meglio di sé. Nonostante questo, ho provato a tingere comunque a maggio ottenendo un colore che va dal verde al giallo.Questa sperimentazione è nata dal fruttuoso incontro con l’Ente Parco del Conero sostenitore del progetto Artr’erbario, grazie alla disponibilità di Filippo Invernizzi dell’ufficio cultura del Parco e di Gilberto Stacchiotti Vice Presidente del Parco del Conero.Dopo un proficuo colloquio siamo passati a esplorare la zona circostante gli edifici della struttura del Parco, e lì che abbiamo raccolto insieme le piante di cui parlerò nei prossimi articoli e con cui ho  sperimentato e scoperto nuove possibilità artistiche attraverso la tintura naturale.Così ho preparato la base di lavoro per una nuova opera.   Concludo lasciandovi alla poesia di Giovanni Pascoli e invitandovi a venirci a trovare nel periodo autunnale per ammirare questa specie arborea in tutto il suo splendore

Odi – Al corbezzolo

O tu che, quando a un alito del cielo

i pruni e i bronchi aprono il boccio tutti,

tu no, già porti, dalla neve e il gelo

salvi, i tuoi frutti; 

e ti dà gioia e ti dà forza al volo

verso la vita ciò che altrui le toglie,

ché metti i fiori quando ogni altro al suolo

getta le foglie; 

i bianchi fiori metti quando rosse

hai già le bacche, e ricominci eterno,

quasi per gli altri ma per te non fosse

l’ozio del verno; 

(….) 

Il tricolore!… E il vecchio Fauno irsuto

del Palatino lo chiamava a nome,

alto piangendo, il primo eroe caduto

delle tre Rome 

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