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Il Lentisco del Conero: rimedio del corpo e dell'anima

Nel nostro ultimo appuntamento  abbiamo visto attraverso il Corbezzolo come i  vegetali possano nascondere in sé un simbolo o addirittura evocare immagini attraverso una poesia. Anche oggi parleremo di un testo che sottolinea l’importanza di come i vegetali sin dall’antichità avessero un ruolo fondamentale nella vita quotidiana dell’uomo. Infatti, tra le piante incontrate nel Parco del Conero a Sirolo, ho raccolto e tinto anche il Lentisco (Pistacia lentiscus), pianta dalle eccezionali virtù antisettiche. Dioscoride ci sottolinea nel suo testo come questo vegetale fosse utilizzati per curare nella vita di tutti i giorni, nel suo “Materia Medica”, Libro I°, Cap. 72° (vers. Mattioli)e  descrive il Lentisco dicendo: “.. Ogni parte della pianta ha virtù astringente, ovvero i frutti, le foglie, i rametti,

Nel nostro ultimo appuntamento  abbiamo visto attraverso il Corbezzolo come i  vegetali possano nascondere in sé un simbolo o addirittura evocare immagini attraverso una poesia.Anche oggi parleremo di un testo che sottolinea l’importanza di come i vegetali sin dall’antichità avessero un ruolo fondamentale nella vita quotidiana dell’uomo.Infatti, tra le piante incontrate nel Parco del Conero a Sirolo, ho raccolto e tinto anche il Lentisco (Pistacia lentiscus), pianta dalle eccezionali virtù antisettiche.Dioscoride ci sottolinea nel suo testo come questo vegetale fosse utilizzati per curare nella vita di tutti i giorni, nel suo “Materia Medica”, Libro I°, Cap. 72° (vers. Mattioli)e  descrive il Lentisco dicendo:“.. Ogni parte della pianta ha virtù astringente, ovvero i frutti, le foglie, i rametti, la corteccia e le radici. Con la corteccia, le foglie e le radici se ne fa un liquido in questo modo: si cuociono lungamente nell’acqua; poi si toglie dal fuoco, si raffredda, si filtra e si torna a far bollire finché non assume la consistenza del Miele.Si beve il Lentisco, con successo, per curare il vomito di sangue, i flussi del corpo [emorragie intestinali] e la diarrea; è utile anche nelle emorragie mestruali ed al prolasso uterino e anale. Serve a sostituire il l’Acacia e l’Ipocistide [piante fortissimamente astringenti]. Lo stesso effetto lo fa il succo spremuto dalle foglie triturate. La sua decozione applicata esternamente, cura le ulcerazioni e le ferite; consolida le rotture delle ossa, ristagna i flussi mestruali e ferma le ulcere “serpeggianti”.Bevuto è anche diuretico. Lavandosene la bocca, ferma i denti smossi [vedere come gli usi tradizionali si conservano per secoli e secoli!]. Si usano i suoi rametti per pulirsi i denti, al posto delle Canne [antenati degli spazzolini da denti].Dal frutto si estrae un olio, conveniente quando ci sia da astringere. Produce il Lentisco una resina [oggi sappiamo che è una gommo-resina1], chiamata da alcuni “Lentiscina” e da altri “Mastice”.Questa, bevuta, giova al vomito di sangue ed alla tosse cronica; fa bene allo stomaco ma fa fare rutti (!).Si mette nelle polveri che si preparano per i denti e nei cosmetici che si usavano per schiarire la pelle del viso.Fa rinascere i peli delle palpebre e masticandola fa buono l’alito e rassoda le gengive. Nasce copiosa ed ottima nell’isola di Chio. Lodasi quella che risplende come una lucciola e quella che rassomiglia, nel suo candore alla Cera di Toscana, piena, secca, fragile, profumata , e stridente [si riferisce al rumore stridulo che fanno i grani della gommo-resina quando si sfregano tra di loro]. Se è verde è meno attiva.Si sofistica con l’Incenso2 e con resine dei gusci delle pigne.”Il Lentisco è un arbusto che contiene una essenza Acquea leggermente Calda e una minore parte Terrestre e Fredda, grazie alla quale è moderatamente astringente. E’ astringente in tutte le sue parti, nelle radici, nei rami, nei germogli, nelle foglie, nei frutti e nella corteccia del fusto e dei rami.E oltre a queste proprietà, che rendono il Lentisco una pianta medicinale, essa contiene uno splendido pigmento di colorazione gialla.Ho raccolto infatti questo vegetale  e portato in bollitura ha dato uno splendido giallo, la sua foglia ha lasciato un’ impronta forte ma anche leggera grazie alla  sua colorazione gialla.Questo mi ha permesso un intervento morbido sulla carta creando un’opera calda che accoglie l’occhio e lo accompagna lungo tutto l’opera.Dunque, ecco che il Lentisco diviene una pianta medicinale sia dal punto di vista  botanico, grazie alle splendide capacità sopra elencate, ma anche pianta medicinale per l’anima grazie agli splendidi effetti e gradazione di giallo lasciate e lavorate sulla carta.Guardare un’opera d’arte realizzata con i pigmenti naturali ci permette di leggerla nel tempo senza mai stancarci né stancare l’occhio, poiché il pigmento naturale risponde a pieno alle esigenze visive del nostro bulbo oculare, non aggredisce la visione come un colore chimico.Questo garantisce alle mie opera un’alta qualità di fruizione.La visione rimane morbida, rilassante e si modifica continuamente giocando con la luce e l’ombra del giorno.L’occhio dunque, che è lo specchio dell’anima viene soddisfatto e nutrito.Anche questo è ART’ERBAROA prestoElisa Latini