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Parco del Conero in regola con le direttive europee

Inviata al Ministero una relazione sugli interventi di difesa costiera

CONERO - La Comunità europea vigila sulle realtà di alto valore ambientali: non è un capriccio del Parco del Conero o di qualunque altro Ente Gestore dei Siti di Interesse Comunitario chiedere Valutazioni di Incidenza, imporre prescrizioni, pretendere monitoraggi, far rispettare i divieti. 

 

 

CONERO - La Comunità europea vigila sulle realtà di alto valore ambientali: non è un capriccio del Parco del Conero o di qualunque altro Ente Gestore dei Siti di Interesse Comunitario chiedere Valutazioni di Incidenza, imporre prescrizioni, pretendere monitoraggi, far rispettare i divieti. La Comunità Europea infatti, in seguito alla segnalazione dei cittadini ambientalisti controlla il rispetto delle Direttive Comunitarie in materia ambientale. Oggi basta andare sul sito internet della Comunità Europea denunciare un possibile danno ambientale e gli uffici comunitari si attivano chiedono spiegazioni al Ministero dello stato competente. Se le spiegazioni che arrivano dal Ministero non sono sufficienti o si ravvisa il mancato rispetto delle direttive comunitarie in materia ambientale la Comunità Europea attiva la procedura di infrazione, applicando alla stato membro una sanzione di svariati milioni di euro. Da qui le Regione italiane e gli Enti preposti alla gestione dell’ambiente, come il Parco del Conero, devono attivarsi per dimostrare scientificamente e amministrativamente non solo che non ci sono danni all’ambiente, ma anche che la normativa è stata rispettata. E per questo motivo che il Parco del Conero e il Servizio ambiente della Regione Marche hanno inviato al Dott. Grimaldi, Direttore generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, una relazione di chiarimento per la Commissione Europea relativamente agli interventi di difesa costiera (Ripascimenti) effettuati nel Parco del Conero a partire dal 2009. Dal materiale presentato si evince che per tutti gli interventi di difesa effettuati e per cui era necessaria, la VINCA (valutazione di incidenza ambientale) è stata avviata e conclusa. Al fine di monitorare le eventuali interazioni degli interventi effettuati sulle biocenosi di pregio presenti all’interno del Parco del Conero, sono stati attivati due diversi tipi di monitoraggio attività affidati ad altrettanti organi tecnico scientifici: il primo un monitoraggio a cura dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente delle Marche (ARPAM) ed una caratterizzazione delle biocenosi con restituzione cartografica; il secondo a cura dell’Università Politecnica delle Marche, Dipartimento Scienze della Vita e dell’Ambiente (DiSVA). Degli esiti, provvisori, dei monitoraggi  risulta difficile ricondurre la variabilità degli habitat ai ripascimenti, piuttosto si potrebbe ipotizzare un insieme di cause interferenti, fra cui sono da prendere in considerazione, vista la stagionalità, anche le attività di pesca e turismo. Dai monitoraggi periodici (2011-2013) relativi all’erpetofauna di interesse conservazionistico degli impatti sull’habitat a seguito dell’avvio della procedura di infrazione della commissione Europea (caso 2008/4110 Progetto Lido Azzurro – Comune di Numana), in cui sono messe a rischio di estinzione la popolazione di alcune delle più significative specie di interesse conservazionistico, Per questo motivo l’Ente Parco sta lavorando per attenere la realizzazione degli stagni limitrofi all’Adamo ed Eva e dell’approfondimento dei canali nell’area di interesse. I ritardi che dal 2011 ad oggi hanno bloccato i lavori di intervento sulla base del progetto a suo tempo approvato dagli Enti territorialmente competenti (in risposta alla procedura di infrazione) hanno delle evidenti ripercussioni negative per le specie-target e potrebbero portare alla riapertura del caso 2008/4110. Il lavoro del Parco va nell'ottica di prevenire interventi in emergenza che spesso, derogando alle principali regole di tutela ambientale, rischiano di risolvere il problema solo temporaneamente. Senza contare che lo stesso denaro pubblico potrebbe diversamente portare maggiori benefici alla collettività e alla biodiversità. E va considerato il rischio di incorrere persino nelle salatissime sanzioni dell'Europa.

 comunicato stampa Parco del Conero